Le memorie del “Preside Volante”
“Icona” della Targa Florio, di cui si è aggiudicato tre edizioni in coppia con Lorenzo Bandini (1965), Toine Hezemans (1971) e Arturo Merzario (1975). Nella sua carriera ha vinto anche la 24 Ore di Le Mans del ’64 assieme a Jean Guichet, con la Ferrari. Il “Preside Volante” a marzo compirà 79 anni. I suoi ricordi sono vivi e rivelano aneddoti, regalando autentiche perle della storia dell’aumobilismo. Un fiume di parole che, seduto sul divano di casa sua, cerco velocemente di annotare…
LA TARGA FLORIO. Prima che io vincessi la Targa Florio, ogni anno nella gara siciliana si contavano 20 mila spettatori. Dopo il mio successo del ’65 vi accorrevano in 900 mila. La mia prima “Targa” come spettatore fu quella del ’52. Di nascosto ai miei familiari, da Palermo presi il treno per Cerda…
GLI INIZI DELLA CARRIERA. Il desiderio di cimentarmi nelle corse fu osteggiato da mio padre. Avevo avuto due incidenti, uno con la sua Fiat 1100 e l’altro al volante dell’auto di mio cognato. Per questo nessuno in famiglia credeva che io potessi mai diventare un pilota. Quando cominciai a conquistare i primi successi, i giornalisti siciliani enfatizzarono i miei risultati, dandomi l’appellativo di “Uomo del Sud”. La stampa nazionale, invece, era piuttosto scettica. Si scrisse anche che per dimostrare il mio valore avrei dovuto confrontarmi con i piloti del nord. Fu questo che feci e continuai ad essere vincente.
I SOLDI. Per correre non ho mai speso una lire. Direi piuttosto che ho sempre guadagnato. Acquistai la mia prima Maserati per 2 milioni e mezzo, ma ad ogni gara percepivo un ingaggio di 200 mila lire. Poi c’erano gli altri premi per la classifica. Per un certo periodo ebbi anche l’appoggio della BP… si può dire che fui uno dei primi piloti automobilistici ad ottenere una sponsorizzazione.
GLI AMICI. Joakim Bonnier era un uomo affascinante e straordinariamente affabile, oltre che di una famiglia ricchissima. Le ragazze gli andavano dietro. Eravamo particolarmente amici. Ricordo che una volta mi invitò a trascorrere una vacanza nella sua splendida villa di Losanna. Si frequentava spesso anche con Graham Hill. Ricordo purtroppo anche l’incidente che a Le Mans gli costò la vita. La mia vettura era 300 metri dietro alla sua… la vidi letteralmente decollare. Ayrton Senna era una ragazzo fantastico. A Montecarlo, ogni anno, si teneva una riunione dei piloti non più in attività a cui lui non disdegnava di presenziare. Lo conobbi in quella circostanza nei primi anni ’90. Era sempre disponibile con tutti. La sua fu una grave perdita per l’automobilismo.
FERRARI. Ebbi la prima chiamata da Ferrari nel ’62. Mi propose un ingaggio, chiedendomi di rimanere a Maranello. Dissi di no, perché mio padre era scomparso prematuramente nel 1956 e dovevo continuare a gestire, assieme a mia sorella, la scuola privata che apparteneva alla nostra famiglia.
LE MANS. Quando vinsi la 24 Ore di Le Mans, nel ’64, ero impegnato nel ruolo di preside della mia scuola agli esami di maturità. La domenica sera riuscii a prendere un volo per Roma e il lunedì mattina ero a Palermo, in aula con i miei alunni. Nessuno credette inizialmente ai giornali che celebravano il mio trionfo. Il “suono” più affascinante rimane quello del 12 cilindri Ferrari. Un vero concerto, anche se dopo una gara lunga come quella de La Sarthe, per una settimana rimanevi pressoché sordo. Una volta temetti di avere perso definitivamente l’udito. Mi dovetti sottoporre ad una visita specialistica.
LA FORMULA 1. Amo la velocità pura. Le vetture Sport, ai miei tempi, erano più potenti delle F.1. Disputai solo tre Gran Premi. Non ero attirato da quell’ambiente… Debuttai a Monza nel ’61. Ricordo il terribile incidente alla Parabolica, il polverone alzato dalle vetture che mi precedevano. Infine il corpo del povero Von Trips riverso sull’asfalto.
GLI ALTRI SUCCESSI. Non sono solamente colui che ha vinto tre edizioni della Targa Florio. Mi piacerebbe che la gente mi ricordasse anche per i successi di Le Mans, Nürburgring, Daytona, Sebring…
19 gennaio 2012 by Dario Lucchese | 1 commento »






